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| Ai ai ai e poi il cervello che fa il punto sulla nuova situazione. |
Tre costole rotte risultavano dalla radiografia fatta 15 giorni dopo la caduta e soffrivo ancora di tremende fitte che mi facevano trattenere il fiato, un incubo nel caso di un colpo di tosse che cercavo di smorzare con un gemito soffocato, ma sempre con la speranza di un miglioramento rapido.
Quando mi coricavo per dormire non trovavo nessuna posizione che fosse indolore, ma per ogni piccolo movimento c'era una serie di fitte lancinanti.
Dopo aver fatto tutto il giro della Gallinella, (un percorso locale chiamato così per la forma che circonda la sommità di una collina) arrivato alla rampa di casa, con una mano premevo il pulsante del telecomando che apre il cancello e con l'altra tenevo il manubrio, il dosso sull'asfalto messo per rallentare le macchine frettolose fece deviare la ruota davanti della bicicletta che si bloccò di colpo, e con l'impatto col dosso la ruota curvò tutta a sinistra e con una sola mano sul manubrio, volai, la forza centrifuga mi catapultò a sinistra nel tombino di cemento che permette il passaggio dell'acqua sotto la rampa che va alla casa.
Non ti dico i numerosi pensieri alla velocità della luce che feci nei decimi di secondi che mi separarono dalla percezione dell'inevitabile tuffo nel tombino prima con l'incontro del gomito, poi delle costole due a destra e una a sinistra, poi il labbro schiacciato tra i denti e il cemento e poi la strusciata delle ginocchia sull'asfalto e la bici aggrovigliata sotto le ginocchia ci volle un pò a prendere fiato e a riordinare le idee, riuscivo ancora a muovermi e a chiedermi quali erano i punti dove sentivo dolore? A cominciare dal principale, per poi raccogliere le forze per tirarmi fuori dal tombino e trovarmi disteso in mezzo alla strada e pensare se passava una macchina mi investe, dovevo spostarmi e poi subito il pensiero frutto dell'orgoglio 'speriamo che nessuno mi abbia visto o mi veda in questa situazione' coricato sulla strada, la bici attorcigliata, io con i movimenti della lumaca, avevo bisogno di tempo per coordinare l'accaduto se urlare per chiedere aiuto, (ma non potevo per via delle costole rotte), o fare piano piano e tirarmi su in piedi e salire per la rampa di casa e nascondermi per un pò nel garage per riprendere fiato.
Sanguinavo poco e a fatica dopo alcuni tentativi provando capogiri e barcollamenti, sono riuscito a rialzarmi, ma ondeggiavo senza equilibrio. Dopo un pò riuscii a spostare la bici sul selciato, poi come la lumaca mi ritirai ringraziando Dio che ero in piedi, sanguinavo poco, e sono riuscito ad arrivare nel garage con la bici per mano, e con la certezza che il tanto dolore prima o poi sarebbe passato, avendo fiducia nello stupefacente recupero del mio corpo, come è pure scritto:
" Ti lodo perché sono fatto in maniera meravigliosa, straordinaria. Meravigliose sono le tue opere, come io so molto bene." Salmo 139:14
L'annuncio alla famiglia lo feci con leggerezza, in modo semplice dissi 'sono caduto dalla bici e mi sono scorticato un pò', prendevo un pò di fiato per ogni parola perché le costole rotte non mi permettevano di respirare di più.
La reazione della famiglia fu una forte e fragorosa risata, e poi le solite domande; dove? Come? Quando? Dove senti male? E poi i normali rimproveri, (perché sei andato in bici alla tua età, dovevi fare più attenzione, hai strappato la maglia e i pantaloni, poi hanno notato il gomito che sporgeva con un gonfiore grande come una prugna e subito con voce preoccupata mi dissero: "devi andare al pronto soccorso" e così via.
Vi ho raccontato questa mia esperienza che mi è capitata a 75 anni, di sicuro non per vantarmi perché fa ridere, ma per confermare che a volte anche con tutte le attenzioni possibili, avviene l'imprevisto che ti scombussola la tua vita tranquilla, come succedeva già nel passato e fu Salomone a rimarcarlo così chiaramente:
" Un’altra cosa ho visto sotto il sole: non sempre i veloci vincono la corsa o i forti vincono la battaglia, non sempre i saggi hanno cibo o gli intelligenti hanno ricchezze, e non sempre quelli che hanno conoscenza hanno successo, perché il tempo e l’avvenimento imprevisto capitano a tutti." Ecclesiaste 9:11

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