domenica 30 aprile 2023

IL PIACERE DELLO SCRIVERE

QUALI SONO ALCUNI PENSIERI DI SCRITTORI PRINCIPIANTI?


Anche l'ultimo, se ha idee e le  
Scrive esercita un potere
.


 

Ho notato che molti che vanno in TV a pubblicizzare i loro libri, sovente non sanno cosa ci sta scritto, perché se lo sono fatto scrivere da un altro. Semplicemente sfruttano la fama del proprio nome, ma sono vuoti di contenuti.

Solo chi possiede una mente sana è libero di scrivere, chi ha cattivi pensieri è censurato dalla propria coscienza che lo inibisce, se insiste a scrive cose di difesa o di accuse, alla fine scrive cose contorte che in qualche modo vengono spiegate da altri critici contorti, non completamente sani di mente, e non liberi di spaziare nella limpida fantasia della propria mente.

Lo scrittore non è colui che ha più lauree o possiede molti schemi di scrittura, ma è colui che ha le idee, anche se con qualche errore, correttori di bozze bravi ce ne sono diversi, ma se non ci sono idee può solo scrivere cose formali.

Lo scrittore che scrive per denaro non è scrittore ma scribacchino, lo scrittore è colui che non bada al denaro e scrive ciò che pensa. Anche chi scrive per essere letto non è scrittore perché desidera il successo, lo scrittore è colui che scrive per suo piacere, senza sapere di avere lettori o avrà un tornaconto, non scrive per interesse, non si cura di ciò che sarebbe meglio per lui, il suo unico interesse è quello di esprimere ciò che pensa e che possa essere utile anche ad altri.

Ho constatato che per pubblicare un libro, purtroppo o ti avvali dei correttori delle tue bozze a pagamento (1800€), ho pubblichi i tuoi libri con errori. Ho scelto il secondo metodo. Ma risulta difficile pubblicarli, anche perché purtroppo nella translazione si aggiungono altri errori.

Uno ha scritto, che tiene sempre il cestino a portata di mano e non riesce a completare il libro, ma il cestino si.

Un altro ha scritto: "scrivo di getto, e poi aggiorno e scremo”.

Gli scrittori sovente punzecchiano i personaggi pubblici per ottenere reazioni, personalmente considero l'uomo che non reagisce alle provocazioni, un uomo che vale, si attira la simpatia e l'affetto, se poi sa controbattere in modo sottile, senza offendere, dimostra pure che ha tatto, capacità e lungimiranza.

I politici sono il bersaglio a cui gli scrittori sparano di più, meritorio è colui o colei che stringe i denti, manda giù e si auto controlla facendo faccia sorridente alle provocazioni, qualora ci riuscisse senza provare emozioni ne superiorità sarebbe una persona quasi perfetta, uno c'è riuscito, e parlo non di uno qualunque, ma niente meno di:

"Ma, mentre veniva accusato dai capi sacerdoti e dagli anziani, non diede nessuna risposta. Allora Pilato gli disse: “Non senti quante cose testimoniano contro di te?” Matteo 27:12

“È stato portato come una pecora al macello; come un agnello che rimane in silenzio davanti al suo tosatore, così lui non apre bocca. Durante la sua umiliazione gli è stata negata giustizia." Atti 8:32

È lo stillicidio che stronca, la critica continua, piega anche le volontà più stabili, come la costante caduta di una goccia col tempo buca il marmo, così il dolore di una persistente ingiustizia, o peggio di una malattia, piega l'animo positivi al pessimismo. Come pure i restauratori del sistema, che sopportano lo stillicidio di scrittori di notizie pessimistiche o peggio fasulle e pure con documentazioni inventate, questi restauratori bersagliati hanno bisogno di una parola buona di scritti che li incoraggiano tipo:

"L’ansia opprime il cuore dell’uomo, ma una parola buona lo fa rallegrare." Proverbi 12:25

"L’uomo si rallegra quando dà la risposta appropriata, e quant’è buona una parola detta al momento giusto!" Proverbi 15:23

Come ci fa capire bene il detto coniato subito dopo l'invenzione del foglio di carta, che afferma 'viene notato di più il punto nero sul foglio bianco che non tutto il resto della carta.


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domenica 23 aprile 2023

LA DISASSOCIAZIONE - UNA PUNIZIONE CHE BLOCCA GLI AFFETTI PIU CARI.

 


LA DISASSOCIAZIONE UNA DISPOSIZIONE PRATICATA DA MOLTO TEMPO.

Che sia volontario o forzato il distacco dagli affetti è sempre triste. 


La disassociazione una disposizione praticata da molto tempo.

La disassociazione è una punizione, che si applica mediante l'allontanamento dagli affetti della famiglia e dalla sua comunità a colui che continua nella sua cattiva condotta.

Esiste comunque un effetto collaterale non di poco conto, l'ingiustizia verso i parenti e amici innocenti che si vedono sottrarre gli affetti e l'amicizia pur non avendo fatto nulla di male.

Si tratta di una disposizione per mantenere puro il gruppo, separando l’impenitente dagli affetti più cari, escludendolo e allontanandolo. In sostanza chi commette un'azione malvagia e non si pente, viene allontanato e privato della compagnia conviviale e affettuosa dei puri di cuori.

La disassociazione è iniziata con Abramo: fu molto dolorosa. Eclatante fu il caso di Ismaele figlio di Abramo che venne allontanato dalla sua famiglia e dall'accampamento, perché maltrattava il fratello Isacco:

"Sara notò che il figlio (Ismaele) che Agar l’egiziana aveva partorito ad Abramo prendeva in giro Isacco. Disse dunque ad Abramo: “Manda via questa schiava e suo figlio, quindi (Abramo) si alzò la mattina presto, prese del pane e un otre d’acqua e li diede a Agar. Glieli mise sulle spalle e la mandò via insieme al ragazzo." Genesi 21:9

Fu una disciplina pesante per mamma e figlio e pure per Abramo.

La disassociazione fu utilizzata anche da Mosè con sua sorella Miriam.

Miriam e Aronne parlavano contro Mosè a motivo della moglie cuscita. Miriam era stata colpita da lebbra bianca come la neve, Mosè ordinò che fosse messa in quarantena fuori dall’accampamento per sette giorni" Numeri capitolo 12

Mosè, oltre ai dieci comandamenti, fu lo scrittore di altre seicento leggi riportate nella Bibbia, tra cui quelle sull'adulterio, che decretava la disassociazione della condannava a morte per lapidazione degli adulteri anche se pentiti:

“Se un uomo commette adulterio con la moglie di un altro, sia l’adultero che l’adultera devono assolutamente essere messi a morte." Levitico 20:10

Era una disassociazione totale, con esito finale cruento, la morte di entrambi.

Da tenere presente che Mosè nel deserto davanti al monte Sinai pur essendo in intimità con Dio, doveva conciliarle le rivelazioni ricevute da Dio con la sua conoscenza egiziana e il retaggio delle leggi imparate dai sacerdoti egizi era considerevole. Tanto che tra le seicento leggi scritte fu inserito un distinguo fra l’uomo e la donna, una scappatoia per l'uomo adultero e non per la donna, l'uomo poteva divorziare con motivi futili ed era libero di sposarne un'altra senza essere lapidato, la donna no.

Questa disposizione della punizione ingiusta e parziale fu modificata da Cristo quando disse ai farisei:

Gli si avvicinarono dei farisei con l’intenzione di metterlo alla prova e gli chiesero: “È lecito a un uomo divorziare da sua moglie per qualsiasi motivo?”  Lui rispose: “Non avete letto che colui che li creò in principio li fece maschio e femmina, e disse: ‘Per questo motivo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e i due saranno una sola carne ’? Così non sono più due, ma una sola carne. Perciò, quello che Dio ha unito, l’uomo non lo separi”. Loro replicarono: “Perché allora Mosè ha ordinato di darle un certificato di ripudio e di divorziare da lei?” Lui disse: “È stato per la durezza del vostro cuore che Mosè vi ha concesso di divorziare dalle vostre mogli, ma in principio non era così. Io vi dico che chiunque divorzia da sua moglie, se non a causa di immoralità sessuale, e ne sposa un’altra commette adulterio” Matteo 19:3-9

Gesù con questa affermazione modificò la legge scritta da Mosè riguardo la disassociazione mediante il divorzio. E in un'altra situazione, ammorbidì ulteriormente la soluzione coinvolgendoli con le seguenti parole:

Ora gli scribi e i farisei condussero una donna colta in adulterio, e, dopo averla posta in mezzo a loro, gli dissero: “Maestro, questa donna è stata colta nell’atto di commettere adulterio. Nella Legge Mosè ci ha prescritto di lapidare tale sorta di donne. Ma tu che ne dici?” Gesù disse loro: “Chi di voi è senza peccato scagli per primo la pietra contro di lei”.  E fu lasciato solo, come pure la donna. Gesù le disse: “Donna, dove sono essi? Nessuno ti ha condannata?” Essa disse: “Nessuno, signore”. Gesù disse: “Neanche io ti condanno. Va; da ora in poi non praticare più il peccato”. Giovanni 8:3

Gesù con questa reazione, rimarcò la modifica della disassociazione violenta mediante la lapidazione, promuovendone semplicemente l'interruzione della punizione con l'incoraggiamento a non peccare più.

In seguito, l'Apostolo Paolo reintrodusse la disassociazione, non più nella forma cruenta della lapidazione, ma come un provvedimento amorevole, per aiutare il peccatore a pentirsi e secondo per proteggere i puri di cuore:

"Ora però vi scrivo di smettere di stare in compagnia di chi è chiamato fratello ma pratica l’immoralità sessuale. Allontanate la persona malvagia di mezzo a voi”. 1 Corinti 5:11

È solo saggia prudenza, stare alla larga da chi continua a praticare il peccato, è una cattiva compagnia.

Tuttavia, questa benefica disposizione, a molti è incompresa, per esempio viene stravolta e brutalizzata dalla mafia di oggi. In che modo?

I mafiosi di oggi, han fatto loro questa regola di tagliare i ponti con le persone care, per coloro che non si adeguano alle loro richieste, siano esse vittime di ricatto o affigliati, eseguono la disassociazione in modo estremo, inserendola nel loro statuto, e utilizzandola poi come ricatto per ottenere sottomissione e ubbidienza da loro.

Con il loro affigliato esiste l'accodo che se non eseguono il comando che gli viene assegnato, qualunque esso sia, loro si rifaranno sui suoi parenti e amati, gambizzandoli, o utilizzando l'incaprettamento o altro. La minaccia di colpire i parenti cari, la utilizzano anche verso coloro a cui vogliono estorcere denaro.

In sostanza: il lato buono della disassociazione a fin di bene è quello di indurre il peccatore al pentimento affinché non ripeta più l'errore, e allo stesso tempo proteggere i puri di cuore separandoli dal peccatore; viceversa, il lato doloroso della disassociazione è la sofferenza dei senza colpa dei parenti e amici.

È comprensibilmente giusta la pratica della disassociazione, che protegge il gruppo da un'influenza negativa e stimoli il peccatore a rivedere i suoi valori. Questo voltare le spalle al peccatore impenitente, è talmente profittevole che si dovrebbe applicare in ogni tessuto sociale, non solo religioso, ma anche nella politica, in fabbrica, nelle scuole, nel volontariato, nei servizi sociali e nella sanità, è un modo gentile per aiutare il dissidente. Tuttavia, c'è da tenere presente coloro che soffrono ingiustamente perché sono puniti di rimando, e non è giusto far pagare a loro il peso del peccatore. Sarebbe equo che a coloro che vengono disassociati siano tolti tutti i privilegi e incarichi, tralasciando di toccare gli affetti, che saranno gestiti dai parenti e amici interessati mediante la loro coscienza.

Inoltre, sarebbe pure utile che questa disposizione non fosse considerata in modo categorico, ma applicata con le varianti. Per esempio, nel caso in cui il peccatore non praticasse più il peccato, avendo regolarizzato la convivenza col matrimonio, come pure il peccatore disassociato che si è pentito; nel caso non desiderassero più fare parte dell’associazione, entrambi sarebbero da considerare come persone normali e non più disassociati. In questo caso si tiene conto: del loro pentimento e il loro libero arbitrio, considerandoli come persona non facenti parte all’associazione che vivono la loro vita, né più e ne meno, lasciando ai parenti la decisione di frequentarli secondo la loro coscienza.

Chi ha riconosciuto il suo errore, si è pentito e non lo pratica più; non è il caso di infierire ulteriormente. Come ha detto Gesù alla prostituta: 

“Neanche io ti condanno. Va; da ora in poi non praticare più il peccato”. Giovanni 8:3

Ti sembra ragionevole?

Questo è il modo di ragionare di Cristo Gesù, la punizione decade dal momento in cui il peccatore cessa la pratica del peccato, come disse per esempio all’adultera di ‘non peccare più’, divenendo di fatto una qualunque cittadina del mondo.


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mercoledì 19 aprile 2023

POESIA INCOMPIUTA COME L'AUTOSTRADA

 L'AUTOSTRADA ASTI CUNEO.

Sinapsi incompiuta. 
Ero piccola e sono invecchiata,

ma l'autostrada non si è ultimata.

La diagonale volevano fare,

ma nel finale si fan troncare. 

Per l'amor dei campi e prati

con la saetta si son trovati.

La più Granda è la provincia,

ma il suo pensier vi si impiglia. 

Il buon gustaio si sente un re,

nelle trattorie intorno a te.

Il ben comune è mancante,

quando il denar si fa vacante.

Il lavoro han nelle braccia,

ma del pensier non vè traccia.

Il Cavour del passato,

i suoi progetti ha terminato.

Autostrada dritta e stretta,

quanto manchi a chi ha fretta.

Veloce e comodo è il trasporto 

sul tuo nero col fiato corto.

Il suo progetto hai sguainato,

e ai comizi l'hai strimpellato. 

Rimani un sogno strampalato,

che al suo fin fu zizagato. 

Come pure non va in porto,

a Govone l'aeroporto.


End I Ab


È utile seguire il consiglio dell'apostolo Paolo che disse:

"Ora, dunque, portate a termine quello che avete iniziato; portatelo a termine secondo i vostri mezzi con la stessa prontezza con cui avete manifestato il vostro desiderio di fare." 2 Corinti 8:11


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domenica 16 aprile 2023

LA MORTE NON È LA COSA PEGGIORE

La pazzia
  LA PAZZIA È MOLTO PEGGIO DELLA MORTE.

La morte

La cosa veramente preoccupante di questo dipinto del pittore norvegese Edvard Munch, copiato e ricopiato da molti, non è il fatto che al primo impatto trasmette sempre l'idea giusta dell'urlo della pazzia. Ma è l'emozione angosciante che l'osservatore prova quando lo osserva attentamente e nota defilati i due infermieri dietro a distanza, che stanno avanzando con la siringa in mano facendo capire che il loro intento è di raggiungere il disperato e in modo coatto iniettare nel suo corpo, la 'medicina', riducendolo a un vegetale perenne, l'individuo non sarà più un individuo, ma un grumo da tenere calmo mediante un controllo totale delle sue facoltà mentali, annebbiandolo completamente.
La pazzia è un tornado mentale, un'idea fissa turbinante in un punto del cervello, una trivella, come avviene nel tornado con la sua punta che spazza via tutto, così l'idea vortica sulle punte delle sinapsi neuronali, sono pensieri inquietanti, elucubrazioni mentali che alla fine bucano il sistema nervoso, generando la pazzia momentanea che può ripetersi fino a diventare fissa.
I pensieri fissi che portano alla pazzia sono diversi. 
I primo: è un desiderio sessuale inappagato, sia per un difetto fisiologico, o un pensiero ossessivo che imprigiona il desiderio con una censura mentale che lo terrorizza se osa soddisfarlo, ma che prima o poi buca la sua coscienza e costringe il malato a osare di appagarlo o a impazzire. 
Cito il caso di Ammon figlio di Davide che violentò sua sorella Tamar, appagò un desiderio che lo faceva impazzire, che poi lo portò ad essere schiavo del suo odio:
"Àmnon, però, non volle ascoltarla: usò la forza e la violentò, umiliandola. Poi cominciò a sentire per lei un odio fortissimo, ancora più forte dell’amore che aveva provato. “Alzati e vattene!”, le disse." 2 Samuele 13:14

I violentatori sessuali hanno un'idea fissa che li fa impazzire spingendoli ad agire con violenza per soddisfare il loro desiderio.

Secondo: è l'odio verso una persona o una categoria.
Questi sono coloro che odiano qualcuno o qualcosa, un caso fu la regina Izebel che odiava così tanto il profeta Elìa da volerlo uccidere subito con tutti i sacerdoti, solo perché si rifiutarono di seguire i suoi riti religiosi pagani:
"Allora Ìzebel mandò un messaggero da Elìa per dirgli:Gli dèi mi puniscano e lo facciano con severità se domani a quest’ora non ti avrò fatto fare la fine di tutti loro" 1 Re 19:2
Riassumendo, sono due le principali cause della pazzia che manda il cervello in confusione, facendo urlare l'individuo dal dolore che prova: l'idea fissa persistente, e l'intenso odio.

Ecco perché a volte è meglio la morte, che in sostanza è simile a un sonno dal quale ci si risveglia, non conta il tempo che dormi nella morte, perché sembra sempre solo un attimo prima, mentre la pazzia è un tormento interno persistente che ti fa urlare dall'angoscia senza poter fare nient'altro.

Che la morte sia un male minore della pazzia, lo confermò Gesù che risuscitò Lazzaro e disse:
"Detto questo, aggiunse: “Il nostro amico Lazzaro si è addormentato, ma io vado a svegliarlo”. Allora i discepoli gli dissero: “Signore, se sta dormendo, guarirà”. In realtà Gesù aveva parlato della sua morte, ma loro pensavano che si riferisse al sonno letterale. Perciò Gesù disse loro chiaramente: “Lazzaro è morto. Giovanni 11:11

Chi ha fede nella risurrezione sopporta meglio l'idea di morire.


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sabato 15 aprile 2023

LA FAMIGLIA

 

La famiglia Abrigo
FAMIGLIA CON TRE FRATELLI. 

Il post della foto di famiglia è un segno che la famiglia approva ed è unita.
Sono nove i componenti familiari per ognuno dei tre fratelli, formando un ceppo di 27 componenti. Tutti con innesti della terra nostra di colline e pianure piemontesi. 
Gente alla buona sana e di bell'aspetto, con il Q.I. elevato, laureati o in procinto di laurearsi. Tutti hanno la caratteristica della cordialità, sono tutti gentili e ben educati. 

Sfatano il detto diffamatorio del secolo scorso 'piemontesi falsi cortesi' io li trovo schietti e gentili, penso che il detto sia stato introdotto principalmente perché fa rima e suona bene all'orecchio e alla lingua, in realtà è valida solo la prima parte 'piemontese cortese'.
Oltre alla cortese educazione, un'altra caratteristica che ci fa così uniti all'unisono, (sembra un controsenso) ma è che ognuno fa i fatti suoi, un modo di agire che sembra dispersivo, ma nella realtà unisce, basta pensare che è proprio il mettere naso negli affari altrui ciò che crea disaccordi e contrasti.

Un pranzo di famiglia dove la compagnia è stata veramente gradevole, e mi sono sentito per tutto il tempo a mio agio e benvoluto.
Le vivande facevano parte del classico menù piemontese con la quaterna dei suoi immancabili vini, arneis, barbera, nebbiolo e ultimo l'aromatico moscato con l'arrivo dei dolci.

La conversazione, dopo le classiche domande sulla scuola o per i più grandi il lavoro,  immancabilmente si flette sui soldi e averi, concludendo con il fine pranzo con la mente un pò annebbiata dal vino sul triste e lugubre argomento salute e su chi tra i conoscenti sia morto.

Il tono iniziale effervescente e garrulo,  ha lasciato il posto all'atmosfera dei saluti, che vengono fatti in maniera ripetuta, uno dei parenti, nei venti minuti del comitato,  mi ha salutato sette volte senza cambiare frase.

È stata una bella giornata da rifare, non solo per il sole e la temperatura mite, ma specialmente per la compagnia, amichevole, simpatica e il ripescaggio di tanti ricordi giovanili.

N.B. Dimenticavo; il tutto era genuino e senza conseguenze spiacevoli.



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giovedì 13 aprile 2023

L'UOMO NOCCIOLO

L’ALBERO COI GAMETI


Albero di nocciolo in fiore con entrambi i gameti.


L'uomo nocciolo, avanza verso la perfezione, fa un passo in più verso il paradiso.

Uso la metafora dell'uomo Vitruviano disegnato da Leonardo, (la cui foto è proibita dai diritti d’autore, fa pensare il fatto che Leonardo l’ha fatta e donata a tutti, ma ora qualche pseudo furbo se ne è appropriato), comunque sta di fatto che questa immagine ad alcuni trasmette l'idea dell'uomo donna che nel mito greco era Ermafrodito, per descrivere l’idea della perfezione.

Ops ho trovato la foto su un sito minore:



Accosto il Vitruviano all'albero del nocciolo, che è un albero auto-fertile, perché ha entrambi i sessi o gameti.

Il nocciolo è un albero dai frutti buonissimi, basta sentirne la fragranza del profumo che emanano i suoi frutti tostati, come pure è intenso il suo gusto che sprigiona sul palato, ed è un albero con entrambi i sessi.

Sono moltissimi gli alberi e gli ortaggi auto-impollinanti o auto-fertili, dove è sufficiente il vento per impollinarli, anche in assenza di api o altri insetti.

In natura il modo di procreare non ha fine, dal canguro che partorisce un embrione che poi si sviluppa nel marsupio, alla vipera che appena depone le uova schiude un piccolo già formato, all'aquila dove il pulcino più robusto appena ha le forze spinge fuori dal nido il pulcino più debole, al cavalluccio marino, alle rane, alle scimmie, agli insetti, api e formiche, come pure le farfalle con le metamorfosi da uovo a bruco poi a crisalide per finire volando, all'uomo, ecc. veramente una varietà incredibile di procreare, e non un solo risultato frutto dall'evoluzione anche se fosse il migliore, questo prova che esiste un progettista con intelligenza e conoscenza infinita, un Creatore che ha ideato tutti questi modi di procreare che vanno oltre la nostra fantasia.

Mi chiedo: perché gli evoluzionisti negano Dio? Mi son fatto convinto che è per non dover ammettere che esiste un Dio Creatore superiore a loro, sono disposti a dichiararsi evoluzionisti atei, anche se non ne sono convinti, pur di mettersi in cima alla piramide, (sarà forse per l'orgoglio?).

Pensare che l'interminabile varietà del modo di procreare dimostra una dimensione superiore che li ha progettati, e fra questi esiste anche l'albero del nocciolo. Il nocciolo è una pianta monoica (dotata di fiori maschili e femminili) si impollina grazie al vento (impollinazione anemofila) che trasporta il polline da un fiore all'altro senza bisogno degli insetti, poco attivi nel periodo della sua fioritura invernale.

Come l’albero di nocciolo, così anche un essere umano ermafrodito, può presentare contemporaneamente organi sessuali femminili o maschili ben definiti, oppure una condizione intermedia fra i due generi sessuali, con uno dei due organi più maturo dell'altro.

Secondo il poeta Ovidio Nasone, Ermafrodito divenne un/a ragazzo/a bellissimo/a.

 

Di recente alcuni ginecologi hanno notato un lieve aumento di nascite di androgeni, e altri difficili da definire, si assiste pure a una miscellanea generale dei gameti, bambini che diventano giovani e poi uomini con tratti femminili, e bambine poi ragazze che diventano donne dai tratti maschili. È per questo che alcuni hanno fatto la proposta di non stabilire il genere sessuale all'anagrafe, perché a volte non lo sanno e devono aspettare la crescita per poterlo stabilire.

 

In sostanza il sesso ha tendenze a uniformarsi da due a uno. Non è evoluzione della specie, ma sembra che si proceda verso una crescita alla perfezione della specie, 'i diversi', non sono più considerati i difettosi, ma una categoria migliorata, coloro che hanno maggiori opzioni.

 

Gli studiosi hanno pure notato che i figli generati da genitori maturi sono più calmi e più intelligenti, questo è anche comprensibile perché i genitori maturi hanno arricchito la loro conoscenza e i geni del loro DNA sono leggermente migliorati, in sostanza, se il genitore con l'età e lo studio è diventato più intelligente trasmette geni più intelligenti ai figli.

Esiste pure la convinzione scaturita dall'esperienza di alcuni, che avere i figli da maturi, allunga la vita ai genitori.

 

Per quanto riguarda gli androgeni con la tendenza al perfezionamento, anche la bibbia menziona questo genere unisex, alla domanda che i sacerdoti fecero a Gesù su chi dei sette fratelli morti avrebbe sposato la donna risuscitata, lui rispose:

"Per ultima morì la donna. Dal momento che è stata sposata con tutti e sette, di chi sarà dunque moglie alla risurrezione?” Gesù rispose loro: “Voi sbagliate, perché non conoscete né le Scritture né la potenza di Dio; infatti, alla risurrezione gli uomini non si sposano né le donne sono date in moglie, ma sono come angeli in cielo" Matteo 22:27

Si desume che gli angeli, non sono unisex, perché sono privi di sesso, tuttavia sono perfetti, inoltre esiste pure la disposizione di riempire la terra, evitando di sovrappopolarla.

"Quindi li benedisse e disse loro: “Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra e soggiogatela. Genesi 1:28

Per evitare il sovraffollamento umano del pianeta, si deve innescare un processo di rallentamento delle nascite, considerando che le generazioni abbiano un numero finito, programmato dal suo inizio, con un finale che va scemando fino al suo azzeramento.

Già esiste in natura il processo della cessazione della duplicazione della cellula umana con un numero finito non superiore a cinquanta volte.

Così molto probabilmente anche il processo della riproduzione umana ha un numero finito di procreazioni, ci si aspetta che nella parte finale della millesima generazione il processo si modificherà e comincerà a rallentare con meno nascite:

Raggiunto l'ottimale, la procreazione si fermerà.

È possibile che questo blocco riguardi solo un particolare tipo di abitanti, mentre altri più idonei potrebbero ancora procreare per un breve periodo di tempo? Soppesate attentamente il seguente patto:

"Tu sai bene che Geova tuo Dio è il vero Dio, il Dio fedele, che rispetta il suo patto e mostra amore leale fino alla millesima generazione di quelli che lo amano e osservano i suoi comandamenti. Ma punisce quelli che lo odiano; li ripagherà direttamente" Deuteronomio 7:9

Dio fa un distinguo chiaro tra chi lo ama e chi lo odia, a chi odioa gli sarà bloccata la procreazione, mentre l’amore permetterà a coloro che osservano i suoi comandamenti di continnuare a procreare.

 

Che dire dell'uomo nocciola ibrido che possiede entrambi i gameti? Oppure di chi non li possiede affatto e si avvicina al neutro?

Ebbene, l’uomo nocciola va verso lo stato di angelo, verso un miglioramento, sarà approvato se mostra il giusto amore, quello così descritto:

«Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. E il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso.  Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti» Matteo 22:37 C.E.I.

 

Se così fosse sarebbe un piano regolatore che non ha uguali, un piano da Dio.

Per ora è solo l'inizio di una strada che porterà a una vita migliore, anche se per ora la strada è stretta, ma sarà certamente emozionante percorrerla.


 Chi vivrà vedrà

 

 

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lunedì 10 aprile 2023

LA RAGNATELA DEL TRENTINO

CHI È IL RAGNO NELLA RAGNATELA DELLE VALLI DELLE VALLI TRENTINO?

Nella ragnatela di montagne del Trentino, il ragno chi è?  

 

Nel Trentino sei circondato da giganti di pietra che con il sole alle spalle ti incutono varie paure, ti sovrastano e ti coprono con la loro ombra e ti fanno sentire piccolo, molto piccolo.

Il Trentino è composto da una miriade di valli che si spandono in tutte le direzioni e sono tutte collegate tra loro nello stesso modo in cui è fatta una ragnatela. Il ragno è quel senso di oppressione che generano tutti questi giganti di pietra fredda che ti circondano, guardi avanti e devi guardare su, guardi di fianco e devi guardare su, guardi dietro e devi sempre guardare su, come avere tanti capi ufficio che ti guardano dall'alto in basso, silenziosi, ma severi e inespressivi.

Imboccata da Trento una lunga galleria che buca uno dei giganti di pietra, ti ritrovi nella profonda val Sugana che va da Trento a Bassano del Grappa, arrivato a Levico, puoi passeggiare nel parco Asburgico, circondato da fiori di ogni colore, sentire, mentre cammini, il tuo piede molleggia sulla soffice erba primaverile, forse nello stesso tratto che la Principessa Sissi percorreva duecento anni fa circa. I testimoni di entrambe le passeggiate sono sempre li inamovibili e giganteschi, sono gli abeti rossi che provvedono l’ombra millenaria e col loro silenzio impongono ai sottostanti la riflessione. Mentre assorbi la pace del luogo, dimentichi i giganti di pietra alle spalle e non temi più nulla di male:

"Benché io cammini nella valle della profonda ombra, non temo alcun male perché tu sei con me".  Salmo 23:4

Le valli delle Dolomiti sono immerse nelle montagne del Trentino, gigantesche piramidi di roccia sedimentaria carbonatica, che sono costituite principalmente dal minerale dolomite, chimicamente un doppio carbonato di calcio e magnesio, adatte a riflettere i raggi del sole, nelle ore in cui  il cielo è sgombro dalle nuvole, si colorano di un pallido brillante. Durante l'arco della giornata, giocano col sole e gettano nelle valli coni d'ombra di chiaro scuro che ti ipnotizzano e sale quella paura ancestrale che provi quando sulle spalle intravedi un grosso ragno peloso.

Tutto l'opposto è ciò che avviene sulle loro cime con le migliaia di piste da sci che con il loro bianco riflesso gemmato ti consigliano gli occhiali da sole per proteggerti la retina dall'intensa luce bianca che sprigionano.


I colori delle dolomiti


Il bianco delle piste da sci, insieme al brivido di intenso fresco sulla faccia che procura la neve, in compagnia di molti altri che ti circondano generano l'euforica adrenalina che narcotizza i vacanzieri all'assuefazione del brivido.

Da non sottovalutare è l'emozione che procura l'atmosfera che avvolge i clienti dell'hotel alla sera davanti al caminetto acceso nel salone principale, quando con la vista attratta dalla fiamma, conversano, ognuno a suo modo cerca di emergere e di agganciare nuove relazioni.

Penso che questa descrizione del Trentino sia unica, le parole 'ombre, ragnatela' non sono termini che procurano entusiasmo; tuttavia, per chi ci abita farà piacere sapere che anche a uno complessato come me il Trentino è piaciuto molto e sottolineo molto.

Trento, Bolzano, San Candido, Braies di Fuori, lago Misurina, Cortina d'Ampezzo, Levico, ecc. il Trentino è bellissimo.

Lago di Misurina

 

Nel trentino i giganti che ti accerchiano non sono una minaccia, ma la sicurezza di un caloroso abbraccio.

 


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domenica 9 aprile 2023

HOTEL PAOLI DI CALDONAZZO E LEVICO IN VAL CAMONICA TRENTINO

 

Hotel a tre stelle
che ne valgono 5. 
 
UN HOTEL DOVE IL SERVIZIO COMPRENDE DI TUTTO E DI PIÙ.

Un pò fuori mano ma più frequentato di tanti hotel centrali.

Con ampio comodo parcheggio libero, circondato da pineta e prati ai piedi di un monte imponente sui cui fianchi sale con tornanti a precipizio la strada che porta all'altopiano di Asiago. 

Ambiente non rumoroso, gestito da una famiglia che opera col sincronismo di un orologio, tutta bella gente col sorriso genuino e disarmante, (che ti fa sentire a tuo agio).

Soggiornando qui ti senti libero: di andare, venire, fare, consumare, insomma, un ambiente dove percepisci la pace, anche se c'è un andirivieni continuo. 

Cibo buono, genuino, di qualità e abbondante, faccio un esempio per tutti, il pomodoro nell'insalata 🍅 non è  solo stato comprato, ma scelto da una persona competente col gusto buono e non solo bello, così tutto il resto. 

Il servizio è immediato e il pranzo, se vuoi, comincia anche prima di mezzogiorno.

I prezzi sono modici. Anche la clientela è educata e rispettosa con un passaggio veloce. Non ci sono i giocatori di carte che mantengono il bicchiere di 🍷 vino mezzo pieno per occupare la sedia per più tempo.

Personalmente do a tutto l'insieme cinque stelle 🌟. 


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L'INCONTRO CON L'ARTISTA A VENEZIA

L'ESPERIENZA PIÙ BELLA FATTA A VENEZIA.


Il marciapiede degli artisti a Venezia. 


Vi racconto l’esperienza che ritengo la più importante che ho fatto a Venezia.

 

È l'incontro col pittore, che ci ha raccontato l'essenza della Venezia attuale.

È uno dei pittori che espone i suoi quadri sul marciapiede che fiancheggia il mare e porta all'apertura della piazza S. Marco sotto il campanile che i veneziani chiamano affettuosamente 'el parón de casa ' (Il padrone di casa). Il campanile è alto 98,6 metri, è uno dei campanili più alti d'Italia, (pensare che è stato costruito dentro una ex palude), si erge isolato, in un angolo di piazza San Marco, di fronte alla basilica.

L'incontro col pittore mi fu di arricchimento, mi ha fatto percepire cosa c'è veramente sotto la crosta imbiancata di Venezia.

Non è il classico incontro formale, ma quello occasionale, dove è lui che valuta se aprirsi per uno scambio di vedute, ritenendo per qualche suo motivo sia costruttivo conversare con noi, si è fatto convinto che dando a noi parte della sua conoscenza profonda, può ricevere anche lui qualcosa, è comincia il discorso, dalla parola iniziale 'Venezia... per passare poi al progetto Moses poi alle navi da crociera, poi alla vita di chi ci vive, una delle prime cose che espresse, fu che: 'i turisti sono invadenti e maleducati', chi ci vive deve subire l'ignoranza di chi morde e fugge, mi viene anche il sospetto che ci volesse riprendere con metafore e che l'obbiettivo fossimo noi che abbiamo innescato la necessità di un suo sfogo. Anche se così fosse, l'ha fatto con maestria, non irritandoci per nulla, un insegnamento del galateo indolore di cui lo ringrazio.

Eravamo sul traghetto per il Lido di Venezia, erano le dodici e noi trattavamo l'argomento pranzo, lui come uno qualunque tornava a casa, era li seduto di fronte a noi, come fosse invisibile, personalmente non lo vedevo, ma dal momento che iniziò ad esprimersi rivalutai il peso del suo dire, e lo misi a fuoco, visivamente parlando. Anche se forse non aveva venduto niente, dico forse perché la mia asserzione è solo una sensazione provata a pelle e quindi discutibile.

Aveva qualche strategia, perché teneva la cartella dei quadri e la valigetta dei colori e pennelli sotto il sedile di un altro scomparto, come se volesse tenerli nascosti, infatti allo sbarco al Lido, quasi se li scordava, è tornato indietro a prenderli.

Non mi è venuto di chiedergli almeno il nome, così ora lo chiamo pittore.

Il pittore sessantenne circa, possedeva un carico interiore della vita dal vivo di un Veneziano Doc, ne parlava da competente con la conoscenza dei suoi lati profondi, disse che suo padre ingegnere aveva già studiato il progetto Moses dall'inizio, sconsigliandolo alle autorità per un motivo semplice e secondo lui determinante. Disse che il problema del Moses erano le cerniere di fondo, dove i cassoni ruotano, era convinto che queste cerniere, immerse nella sabbia e bagnate dall'acqua e avvolte nelle alghe, in aggiunta al sale, si sarebbero corrose in fretta, bloccandosi, divenendo un rottame in poco tempo.

Menzionò pure l'enorme manutenzione che richiede tenere efficiente il progetto.

Fu comunque molto positivo del risultato ottenuto con l'ultima acqua alta che doveva subire Venezia battendo il record dei 146 cm precedenti in altezza, sventata proprio dal progetto Moses che funzionò egregiamente, facendo risparmiare i molti danni che avrebbero subito i veneziani con l'acqua che avrebbe sommerso i tavolini dei caffè e le vetrine dei negozi con le preziose mercanzie, (nota informativa, ciò che espone Venezia in tutte le vetrine delle sue Calle, non viene fatto a Venezia, ma a Murano e Burano e altre isole vicine).

Il Pittore quando menzionava i danni dell'acqua alta e ai disagi che ha provocato ai negozi, ai monumenti, e al turismo, tendeva i muscoli del suo viso che si indurivano pensando al lavoro di ripulitura della melma che aveva infangava tutto.

Il pittore riconobbe l'efficacia del Moses, era consapevole che i cinque miliardi e mezzo spesi nel progetto, l'hanno pagato gli italiani, ed è anche per questo che i veneziani, lavorano tacendo e sopportando in silenzio l'ingerenza euforica dei turisti, anche se di malavoglia. Girano in fuori la testa e le spalle alla maleducazione del turista schernitore che sbotta dicendo che il viaggio in gondola è costato troppo.

Questi turisti non comprendono appieno il disagio e le conseguenze dell'acqua alta, pensano di essere migliori, perché portano i soldi.

Sarà per questo che ancora oggi, molti lavoratori veneziani recitino ancora la figura del valletto di Giacomo Girolamo Casanova nato a Venezia, un retaggio vecchio di trecento anni.

Il Pittore disse pure che il turista arriva di giorno, col sole, alla sera va via, e pochi sanno che anche fra loro che ci lavorano, son pochi quelli che passano la notte a Venezia, sovente le isole sono immerse nella nebbia, l'umidità perenne, le esalazioni, i reumatismi aumentano, ecc. tutti questi disagi spingono il Veneziano a dormire a Mestre, anche lui il pittore, emigra alla sera; infatti, ha la casa a Malamocco il lato opposto dell'isola del Lido.

La conversazione ci ha fatto passare il tempo ed eravamo giunti alla fermata del Lido, e si fermò pure il ragionamento, scesi tutti, il pittore ci invitò a visitare il porticciolo di Malamocco e il suo ponte storico, che rappresenta uno dei siti più antichi della Laguna, fu il primo insediamento, fin dal lontano anno 742, col Doge veneziano. Parlava di questo ponte con tale entusiasmo e convincimento che il suo sguardo un po’ malinconico e triste, (proprio dei veneziani che Charles Aznavour immortalato magistralmente nella sua canzone intitolata: ‘ Come è triste Venezia - https://youtu.be/aMQ6GyUs-fc?si=gR0qEOZKRZ4pM3fG ), si illuminò e la pelle del suo viso si rilassò facendo sparire le sue rughe, tanto che mi son fatto curioso e desideroso di vedere questo ponte, e vi riporto la sua immagine fotografica:



Il primo ponte di Venezia del 742 a Malamocco


N. B. -Dimenticavo: se volete un po’ di essenza di Venezia, oltre a parlare con un pittore, che sono per convenienza affabili, e mirano a socializzare per vendervi un quadro; compratelo. Scegliete un piccolo quadro (uno qualsiasi di vostro gradimento) dipinto sul momento, darete un sostegno al pittore, vi porterete via un ricordo che diverrà presente nella vostra casa, (il ricordo sarà maggiore se lo pagherete di più), e non si sa mai se il pittore diventasse famoso, i vostri nipoti ne raccoglieranno il frutto, inoltre collaborerete a manterrete viva la tradizione degli artisti pittori di piazza S. Marco a Venezia.

Venezia: sotto la sua crosta imbiancata c'è una città unica e malinconica.

 

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