lunedì 21 agosto 2023

IL COMANDANTE DEVE AVERE COMPLETA AUTONOMIA

I soldati lo seguirono spontaneamente? 
DIFFERENZA TRA COMANDANTE E AMBASCIATORE

Differenza tra comandante e ambasciatore.

Il comandante agisce di propria iniziativa autonomamente, mentre l'Ambasciatore è mandato per eseguire le indicazioni di chi l'ha inviato osservando le regole impostegli.

Il comandante e l'indipendente sono in contrasto tra loro.

Il comandante impone il dominio, l'indipendente non si sottomette.

Ogni tipo di sistema in cui esista un comandante, ha bisogno di esercitare la sua autorità su persone ubbidienti e sottomesse, a cominciare dalla famiglia, poi la scuola, la fabbrica, l'esercito, i governi, le religioni, e specialmente con Dio.

Solo con l'ubbidienza e la sottomissione si compiono le grandi opere, una grande nave, un lungo ponte, lo stretto di Panama, una piramide, una vittoria in guerra, un allunaggio, il Paradiso, ecc.

Il dominio sugli altri richiede da loro ubbidienza e sottomissione, si ottiene in quattro modi diversi, e tutti escludono l'indipendenza.

1 - Mediante il dominiocon la violenza, la forza bruta, col fucile, con la guerra, con lo stupro ecc. il despota impone ad altri l'ubbidienza e sottomissione:

"Durante il tempo in cui l’uomo ha dominato l’uomo a suo danno." Ecclesiaste 8:9

Pure Napoleone che aveva un certo carisma e ascendente sui suoi seguaci, comandò con forza e dominio, procurando molti morti fra i soldati siano stati essi volontari o arruolati.

 

2 - Mediante il ricatto, se vuoi lo stipendio, se rivuoi tuo figlio, o qualsiasi cosa tu voglia io te la do se ubbidisci e ti sottometti; pure Satana ci provò a ricattare Gesù offrendogli tutto il mondo per un solo atto di sottomissione e ubbidienza:

" Di nuovo il Diavolo lo portò con sé su un monte straordinariamente alto e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria. E gli disse: “Ti darò tutte queste cose se ti inginocchi e mi fai un atto di adorazione”. Matteo 4:8

Anche l'intera umanità fu sottoposta al riscatto dopo che Adamo l'ha venduta, ci volle un'altra vita perfetta per poterla riscattare, lo fece, volontariamente, l'umile e sottomesso Gesù:

" Proprio come il Figlio dell’uomo (Gesù) è venuto, per dare la sua vita come riscatto in cambio di molti ” Matteo 20:28

 

3 - Con la minaccia di perdere la cosa a cui ci tieni:" tu morirai senza ottenere il premio del Paradiso, celeste, terrestre, o il nirvana o i campi elisi, se ora non ubbidisci e non ti sottometti" così sentenziava l'oratore dal pulpito mentre ti indicava dall'alto in basso col suo dito", lo fece Caiafa che presiedeva il Sinedrio quando intimò a Pietro e Giovanni di tacere per non tornare in carcere:

"Il giorno dopo i capi, gli anziani e gli scribi si radunarono a Gerusalemme". Fecero portare Pietro e Giovanni in mezzo a loro e li interrogarono." Atti 4:5,7

"Allora li richiamarono e ordinarono loro di non parlare né insegnare nel nome di Gesù." Atti 4:18

 

4 – Sottomissione e ubbidienza spontanea. Esiste poi l'ubbidienza e la sottomissione che scaturisce dalla comprensione del progetto e reagisci spontaneamente, e decidi col tuo libero arbitrio. Tu liberamente decidi di essere ubbidiente e sottomesso al programma, al progetto, al percorso, del comandante, o della squadra, perché sei consapevole e convinto che è il progetto migliore, che è buono per te, così sei disposto a firmare i moduli dell'ospedale, di internet, del gas, o altri tipi di patti, quando hai capito che sono fatti per escludere una qualsiasi citazione in Tribunale da parte tua. In altre parole, io firmo per ricevere da te un servizio, perché mi fido di te e non ti farò mai causa comunque vada.

Questo è il metodo che Dio stabilì sin dall'inizio dando o meglio regalando all'uomo il libero arbitrio, la libertà di agire come meglio credeva.

Dimostrò di accettare la sua concessione poco dopo, non uccidendo l'indipendente Adamo ma lasciando che il decadimento producesse il suo invecchiamento e  poi la sua morte, lasciando che il rimorso della coscienza facesse il suo corso.

Il patto di rispettare il libero arbitrio donato all'uomo Dio lo rispettò pure con Caino, lasciandolo vivere, e così lo applica con tutti gli altri che hanno fatto danno in tutta la storia umana, sapendo anche che il danno causato da chi agisce in proprio si sarebbe riversato su loro stessi, allo stesso tempo rimedierà al danno subito dall'Innocente ridandogli una seconda vita mediante la sua futura risurrezione, come farà con Abele:

"Ci sarà una risurrezione sia dei giusti che degli ingiusti. Atti 24:15

È a un Dio così amorevole e buono che la nostra sottomissione e ubbidienza scaturiscono spontaneamente.

Dio non impone mai l'ubbidienza e la sottomissione, né all'uomo, né agli angeli e neppure a suo figlio, ma la cerca, lo fece con Gesù che non fu obbligato a farsi uomo, ma decise col suo libero arbitrio per l'amore che aveva per il genere umano, allo stesso modo lo fa con tutti noi.

Dio cerca coloro che sono ubbidienti e sottomessi di loro iniziativa, che lo fanno con il loro libero arbitrio.

Questa è l'ubbidienza e sottomissione, che ritengo sia la migliore, prima è necessario sapere, conoscere il progetto, il proposito, il programma, il disegno, il percorso in modo chiaro e senza inganni, approvarlo nella propria mento, aderire e poi seguirlo spontaneamente, se nel percorso faremo errori, riconoscerli, rialzarci e proseguire, ricordandoci che vincono il premio coloro che non si arrendono, si corre solo per se stessi, non per altri, gli altri è amorevole aiutarli, ma corrono con le loro gambe.

Domanda diretta: " tu che comandante sei? Di te stesso o per gli altri?"

Mentre l'Ambasciatore segue la guida impostagli dal governo di appartenenza, il comandante agisce in proprio.

A questo proposito mi è venuta in mente quella bellissima parabola, della pecora smarrita fra le cento, dove il comandante non pensò a far correre di più le 99 bastonandole, ma si fermò e pensò alla smarrita, ora lasciamo che sia il Maestro a raccontarcela:

“Che ne pensate? Se un uomo ha 100 pecore e una di queste si smarrisce, non lascerà le 99 sui monti per andare in cerca di quella smarrita?" Matteo 18:12

Il comandante deve essere anche pastore e non un superiore, lo stesso Gesù che raccontò la parabola della pecora smarrita, descrisse pure che il pastore quando agiva nel suo nome, non doveva considerare le pecore come deposito di latte, ma: ‘suoi compagni di schiavitù'.

Ma se mai quello schiavo si dimostrasse malvagio e dicesse nel suo cuore: ‘Il mio padrone tarda’, e cominciasse a picchiare i suoi compagni di schiavitù, quando verro lo punirò”

Il comandante ha completa autonomia nell'agire, ma lo deve fare oltre la figura di pastore o superiore, ma come ' compagno d'opera' così si definì pure l'Angelo che rivelò la visione all'Apostolo Giovanni:

" Io Giovanni mi inginocchiai ai piedi dell’angelo che me le aveva mostrate, per adorarlo. Ma lui mi disse: “Sta’ attento! Non farlo! Io sono solo uno schiavo come te e i tuoi fratelli, i profeti, e come quelli che osservano le parole di questo rotolo. Adora Dio!” Rivelazione 22:9

La cosa migliore è essere un comandante che accetta di suo libero arbitrio il ruolo di ambasciatore.


Amen = Così sia. 


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