sabato 3 giugno 2023

L'INTERVISTA NO

L'intervista ti mette al centro.
 PERCHÈ NON VOLEVA L'INTERVISTA?

Una brava giornalista ha letto alcune storie che le sono piaciute, ha approfondito un po’ la conoscenza dell'autore, notando che aveva scritto oltre venti libri con un volume di 3000 pagine, ha pensato di dare una meno allo scrittore un po’ impacciato come venditore, per farlo uscire dall'anonimato, e facendogli cosa gradita gli ha proposto una intervista. Avendo un nome conosciuto e stimato, parlando di lui trasmetteva una parte del suo lustro anche allo scrittore e non certo senza rischi, se il tutto si dimostrava un flop ne avrebbe subito una perdita anche lei.

Lo scrittore ha rifiutato l'intervista per due motivi: per non essere lapidato in pubblico e per non perdere la libertà di scrivere liberamente ciò che gli veniva in mente.

Primo, per non essere lapidato; perché mettendo la testa fuori dal buco ed entrando nello spazio pubblico immancabilmente sottraeva spazio a quelli che c'erano già, che per spirito di conservazione rigetteranno l'intruso, con critiche, calunnie, cercando con la lente le sue mancanze, oggi con la lente di internet nessuno è più nella corazza della sua privacy ma viene violata facilmente.

Secondo, per mantenere la vera libertà di scrivere ciò che gli passa per la mente. Sapendo che l’intervista lo avrebbe influenzato, le domande della giornalista, avrebbero modificano il suo modo di vedere, il pensiero del profitto avrebbe eliminato la sua spontaneità.

Comunque, l'anonimato non è negativo, ma ha il suo risvolto positivo, perché chi legge qualcosa che gli è congeniale, fa il passa parola, non del nome di chi scrive, ma dell'idea che ha scritto, e il passaparola sovente è magnetico e influisce sulle masse, ci vorrà tempo, ma sono le idee che si condividono che modificano addirittura la società in cui si convive, modificando inesorabilmente il loro pensiero e di conseguenza il loro comportamento.

Divenendo consapevoli che non sono i soldi o la fama che si dovrebbe desiderare, ma il cambiamento in meglio, ecco qual è la vera rivoluzione da intraprendere, sfornare idee che altri possono fare loro. Sono le buone idee che ci aiutano a vivere in modo superiore. Non è un'utopia, ma è fattibile, se tutti cercano e vogliono, il meglio per se e per gli altri, il risultato finale sarà molto soddisfacente per tutti.

Per esempio, alcuni hanno paura dell'intelligenza artificiale, non comprendendo che è un robot come tutti gli altri, solo più sofisticato, è solo una macchina al servizio dell'uomo, se fatto bene, da una mano all'uomo, se fatto male va in demolizione perché non serve, non è utile. Pensate alla macchina che in campo medico esegue la TAC, riflettete su quanti tumori ha individuato, che poi sono stati sconfitti, la macchina esiste non perché qualcuno conosce il suo progettista, ma è il sommarsi delle idee tra gli ingegneri che ha reso il progettista in grado di costruirla, se fosse stata costruita male avrebbe avuto una breve storia, ma se il suo utilizzo è benefico resiste, come è descritto nel seguente principio:

"Infatti, se questo piano o quest’opera viene dagli uomini, sarà distrutta;  se invece viene da Dio, non riuscirete a distruggerli. Anzi, potreste trovarvi a combattere contro Dio stesso” Atti 5:38

C'è pure la paura che l'intelligenza artificiale tolga lo stipendio a molti che verranno licenziati perché sostituiti dalla macchina sul posto di lavoro, ma ragionate, se il robot fa il lavoro dell'operaio, basta ridurre le ore di lavoro all'operaio, e si mantengono i posti di lavoro, lasciando all'operaio come sottoprodotto molto più tempo per riflettere e godersi la vita.

Per l'imprenditore che si lamenta del mega guadagno che si assottiglia, è sufficiente che il legislatore metta un tetto ragionevole al guadagno, così nessuno ci perde.

Per i padroni delle fabbriche che dicono: “se mi riducete il guadagno, sposto la fabbrica in Romania, o in Turchia”, va ricordato loro che esiste l’atto di esproprio se fatto per il bene della comunità, come si fa con le autostrade o le grandi opere, i dirigenti si possono sostituire, ci sono molti giovani con idee fresche e lungimiranti, che non vedono l’ora di assumersi maggiori responsabilità.

Per poter esprimere queste idee scomode per alcuni, lo scrittore ha rifiutato l'intervista per non oscurarsi di fronte ai potenti, per non lasciarsi mettere il bavaglio alla bocca, per proteggersi da chi lo vuole comprare, o dall’essere lapidato in pubblico con domande a cui non sa rispondere e che poi vengono manipolate, così per mantenere il suo guscio di anonimato, non ha accettato l’intervista che gli avrebbe impedito di continuare a scrivere liberamente.

Si! Al passaparola delle idee, anche se alcune sono idee scomode perché sottraggono la sedia a intere categorie, sedie conquistate col sudore e sulle quali ci vogliono rimanere seduti, dimenticando che le idee non influiscono solo sul singolo, ma sull'intera comunità.

Non finisco di stupirmi della sapienza lungimirante del saggio che pronunciò queste parole:

“Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la strada che conduce alla distruzione, e sono molti quelli che vi entrano; mentre stretta è la porta e angusta la strada che conduce alla vita, e sono pochi quelli che la trovano" Matteo 7:13

Questa strada del cambiamento è stretta in salita, e sono pochi quelli che la scelgono, perché scomoda, ripeto per dare enfasi 'scomoda', ma è l'unica che porta a una vita migliore.

Molti citano i detti e slogan di molti scrittori con nomi che sono sconosciuti ai più, detti con soluzioni semplici che sono a portata di tutti ma fatti passare come se fossero oro colato, ma sono sempre detti di uomini imperfetti con le loro limitazioni, sovente chi cita costoro lo fa per mettere in mostra se stesso pensando di sprizzare cultura con nomi altisonanti, tuttavia il detto va pesato, e solo quando è provato con le opere risulta un detto saggio, come suggerisce il seguente detto:

"Comunque, a dimostrare che la sapienza sia giusta sono le sue opere” Matteo 11:19

L'intervista no! Perché ti punta i riflettori addosso, ma dare una mano per percorrere insieme la strada stretta del cambiamento, si!

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